Il Lei ed il Tu in Europa

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12.08.2009/19.07.2010
La perdita della forma di gentilezza europea.

Vorrei iniziare con una vecchia storiella francese:

Durante un freddissimo inverno un gruppo di porcospini avevano molto freddo. Così si misero stretti stretti insieme per darsi un po' di calore reciproco. Ma aimé AIA! che male! Le spine reciproche facevano molto male ed i poveracci si allontanarono subito l'uno dall'altro.

Ma era così freddo che ci ritentarono. Questa volta non si strinsero più forte come prima l'uno all'altro. Ciò nonostante una parte dei punti dolorosi persisteva ancora. E così si riallontanarono.

Ma il freddo era artico. Così ci ritentarono, ma questa volta si riavvicinarono e con un millimetro di distanza l'uno dall'altro.

Ora finalmente percepirono che ad una certa distanza non c'era dolore ma dava poco calore. Ma questo calore bastava per sopravvivere al freddissimo inverno.



Perderemo la nostra forma di dignità europea nel non dare più del LEI a terzi? Se ci daremo tutti del tu, non saremo forse al livello di cani?

Oggi in Europa abbiamo iniziato la cattiva abitudine di darci del TU appena conosciuti. Ciò significa che diamo un colpetto di spalla a chi non conosciamo ed abbracciamo coloro che non lo vogliono affatto.

Non tendiamo più lungamente la mano a chi non conosciamo, al fine di mantenere una distanza rispettosa. Oggi non iniziamo più con le parole: "Mi chiamo Campione, felice di conoscerla."

Anzi, iniziamo con la spavalda domanda da scolari elementari:
"Chi sei TU?"

Ci dimentichiamo di una cosa basilare: che la forma di gentilezza serve per ravvicinarsi rispettosamente e con dignità. E che tutto ciò serve alla pace reciproca.

Che poi alcuni datori di lavoro in Europa siano passati al TU obbligatorio tra i dipendenti lo considero un passo indietro verso il diritto di schiavitù dell'antica Roma.





Copyright © 2009.08 Pierluigi Peruzzi (è permesso copiare e moltiplicare)
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